• Francesca Ziroli Aprile

Le radiografie artistiche di Matteo Forli

Sin dai primi sviluppi dell’arte il corpo umano è sempre stato uno dei soggetti più studiati e di maggiore ispirazione per la produzione di opere. Basti pensare all’approccio ellenistico nei confronti dell’anatomia, studio alla base di una produzione scultorea così influente da esercitare, ancora oggi, un forte potere sulla produzione artistica, dopo oltre 2000 anni.

Nel Rinascimento, poi, l’inserimento dello studio dell’anatomia nel contesto artistico (che fosse per diretta esperienza o attraverso lo studio di trattati) ha dato vita ad opere che hanno segnato in modo irreversibile la storia e la produzione artistica futura.

Non sorprende, dunque, riscontrare un forte interesse per il corpo umano nello scenario contemporaneo; influsso che assume, ovviamente, molteplici aspetti e vede la scoperta di innumerevoli approcci al tema.



Matteo Forli, nato e diplomato a Genova dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, fa conciliare la passione per lo studio anatomico a quello per l’horror e lo splatter, dando vita ad opere inaspettatamente delicate e fortemente suggestive.


In galleria sono presenti alcuni dipinti dalla serie dissezioni_ultra vision, tutti realizzati con tecniche miste su un supporto di similpelle che rafforza il concetto alla base del lavoro di Forli.

Sono opere che oscillano tra l’astratto ed il figurativo, dove la decontestualizzazione e lo stravolgimento dell’elemento anatomico rendono un’immagine che a primo acchito riporta alla mente dell’osservatore elementi del mondo zoomorfo.



Opere come Anatomie-f-esperiment, Anatomie -N-esperiment e Ovolu’s Anatomical si riscontra un gusto tipico del nord Europa, con l’utilizzo di un disegno sottile e accurato ed un cromatismo quasi effimero, che ci trasporta in un’atmosfera onirica.



Una percezione diversa, invece, ci viene data da tele come Anatomie-o-esperiment e Anatomie-v-esperimental dove le forme sono più plastiche e gravano maggiormente sulla superficie dell’opera. La marcata linea di contorno, la densità della materia e la tavolozza cromatica ci rendono partecipi di un mondo sempre irreale, ma impervio.


Anatomie-Y-esperiment è forse l’opera più carica di tensione emotiva, la sua natura bicromatica che si gioca su toni di blu e vede una presenza così imponente del colore nero, la differenzia dagli altri lavori presenti; viene meno il respiro derivante dalle tinte chiare e le pesanti linee diagonali sembrano avvolgere il delicato disegno centrale senza lasciargli scampo.

L’astrazione finale ed il potere evocativo di questi lavori derivano proprio da un approccio consapevole e maturo dell’artista, che, partendo dall’elemento umano nella sua accezione più fisica e scientifica, riesce a creare scenari suggestivi che incuriosiscono e smuovono l’interesse di chi si trova ad ammirarli.


Il cromatismo delle opere ci conduce in un contesto immaginario di sospensione, quasi metafisico, che entra in contrasto con i soggetti anatomici creando un continuo stato di tensione emotiva; tensione che attraversa diverse fasi e smuove sensazioni opposte, a seconda dello stato umorale dell’osservatore.

Sono lavori che ci mettono in diretta relazione con la nostra parte più umana e viscerale, che reinventano il modo di rendere il corpo umano in tutta la sua profondità, radiografie della società contemporanea.


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